logo-singolo-homapega-fattoria

Majnoni Baldovinetti

Famiglia & Storia

Diapositiva precedente
Diapositiva successiva

La storia della famiglia

I primi acquisti di terreni della famiglia fiorentina Baldovinetti a sud di Marti risalgono al 1417. A seguito della conquista del contado pisano da parte dei Fiorentini ,di cui Marti faceva  parte, molte famiglie aristocratiche di firenze  con interessi nel settore mercantile e creditizio cercarono negli investimenti fondiari un impiego redditizio e sicuro per le loro ricchezze. Tra loro i Baldovinetti, la cui residenza a Marti, attraverso i discendenti che ancora oggi vi abitano, risale quindi a sei secoli fa.
Fra il  1400 ed il 15000 un ramo della famiglia dei Baldovinetti che possedeva la fattoria di Marti (detti Baldovinetti di Poggio )continuò a dedicarsi al commercio con profitto sopratutto tra livorno e la Sicilia.  Nel 1814 alla morte di Giovanni di Poggio  Baldovinetti, non ci furono eredi maschi ed il consistente patrimonio fu diviso fra le 4 figlie. Fu allora che dal palazzo Baldovinetti a Firenze  giunse l’archivio che tuttora si trova nella villa di Marti .
Nonostante la mancanza di eredi maschi, il cognome Baldovinetti continuò a sopravvivere perché, in base ad alcune disposizioni testamentarie, fu assegnato dai tribunali al giovanissimo Giovanni Tolomei (1844-1935) che lo aggiunse al proprio cognome di nascita, divenendo così Giovanni Tolomeo Gucci Baldovinetti, egli amava risiedere a Marti e quindi potenziò la fattoria che raggiunse e superò i 400 ettari di estensione attraverso l’acquisto di nuovi poderi. 
Dal matrimonio tra Giovanni e Giulia Bartolommei (1846-1930), figlia di un aristocratico liberale che ebbe una parte importante nella cacciata dei Lorena da Firenze, nacque Maria Teresa Tolomei  Baldovinetti  (1867-1957) la quale nel 1890 sposò il marchese  Achille Majnoni d ‘intignano (1855-1935). Questo matrimonio sancì la nascita del cognome composto attuale così da divenire Majnoni di Poggio  Baldovinetti. Nel 1894 nasce Massimigliano Majnoni di Poggio Baldovinetti che molto si impegnò nella cura della fattoria e nella salvaguardia della villa, nonostante fosse un alto funzionario della Banca Commerciale Italiana.
Massimiliano sposa Maria Marcella Guicciardini Strozzi e con essa vivrà a Marti per gli ultimi 10 anni .(1947-1957) egli affianca alla gestione del patrimonio i propri interessi culturali: riordina l’archivio di famiglia e la biblioteca. Dovettero passare ben 40 anni, prima che il figlio Stefano prendesse in mano il filo del progetto paterno quando, ritiratosi anch’egli a Marti, si adoperò per terminare il lavoro di schedatura trovando la collaborazione della Soprintendenza archivistica e dell’archivista Rita Romanelli.
Oggi dunque l’archivio è dotato di un inventario analitico che consente ai ricercatori che ne fanno motivata richiesta di studiare le carte con maggiore agilità. Nel 1989 la figlia di Stefano Majnoni di Poggio Baldovinetti Maria Pace,  prende in mano gli affari della fattoria e nel 2000 costituisce una società agricola con il suo compagno Serghei Ian Emili padre dei suoi 3 figli; Ludovico, Matilde e Achille.
È dal 1990 che la attuale famiglia ereditiera si dedica ad un incessante opera di ristrutturazione di tutti gli edifici agricoli (ex case coloniche)e la villa padronale, con la collaborazione della sovraintendenza perché soggetta al vincolo  delle  dimore storiche italiane.  La tenuta di Marti oggi lavora nel turismo, nell’agricoltura e nell’energia solare termica, queste attività permettono di mantenere al meglio la residenza storica e tutti gli oggetti d’arte con cui è arredata.  

La famiglia nel tempo

5 Luglio 1480
Introduced
Costruzione della villa Majnoni
fattoria_majnoni_baldovinetti_anni_1800

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Erat enim res aperta. Ne discipulum abducam, times. 

15 Settembre 1600
Introduced
Nascita dell'Archivio

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Erat enim res aperta. Ne discipulum abducam, times. 

Diapositiva precedente
Diapositiva successiva

La dimora storica

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Il Parco della villa

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Diapositiva precedente
Diapositiva successiva

La Biblioteca

Intorno al 1948 il marchese Massimiliano Majnoni, appassionato bibliofilo, intraprese un minuzioso lavoro per la realizzazione della biblioteca della villa di Marti. Fu costruita da un falegname artigiano della fattoria, di nome Angiolino dotato di straordinario talento.
Successivamente riempita con i libri già conservati dai Majnoni nella villa di Incino d’Erba e con i libri appartenenti alle collezioni dei Baldovinetti. La marchesa Marcella Majnoni nata Guicciardini moglie di Massimiliano, nell’ ultima parte della sua vita si dedicò alla schedatura a mano dei 14000 volumi che la compongono.
Oggi, in seguito al suo lavoro, è possibile trovare agevolmente ogni singolo volume presente sugli scaffali.  La biblioteca contiene numerose collane e alcuni volumi di pregio, ma sopratutto ha un notevole impatto visivo e contribuisce a favorire un’atmosfera speciale ed immutata nel tempo. 

Archivio

L’assetto attuale dell’archivio Baldovinetti  è frutto di un impegnativo lavoro intrapreso dal marchese Massimiliano Majnoni d’Intignano di Poggio Baldovinetti a partire dal 1948.  Massimiliano Majnoni si occupò dal 1950, con l’assistenza di un archivista, dell’archivio Majnoni e di ciò che restava del grande archivio Baldovinetti.
Quest’ultimo era stato in parte disperso in alcune vendite dopo la metà dell’Ottocento, tuttavia le sue parti più importanti sono confluite in istituzioni pubbliche come l’Archivio di Stato e la Biblioteca Nazionale di Firenze e, appunto, nell’archivio conservato nella dimora storica  di Marti dove giunse nel 1814 provenendo dal palazzo Baldovinetti di  Firenze.
Il marchese Massimiliano Majnoni amava molto la villa di Marti e la sua fattoria e vi fece giungere anche dalla villa di Incino ad Erba , oltre ai libri, le carte del padre Achille e della madre Maria. Il suo obiettivo era infatti di trasformare la dimora di Marti nel suo ritiro secondo l’antico ideale romano; dell’otium cum dignitate, fatto di studi e di quella operosità a cui si sentiva chiamato come proprietario della fattoria.
Il lavoro di schedatura della carte d’archivio, le più antiche delle quali risalgono al Trecento, fu molto impegnativo e proseguì negli anni fino alla morte di Massimiliano, sopraggiunta nel 1957. Dovettero passare ben 40 anni prima che il figlio Stefano riprendesse in mano il filo del progetto paterno quando, ritiratosi anch’egli nella villa di Marti, si adoperò per terminare il lavoro di schedatura trovando la collaborazione della Soprintendenza archivistica e dell’archivista Rita Romanelli.
Oggi dunque l’archivio è dotato di un inventario analitico che consente ai ricercatori che ne fanno motivata richiesta di studiare le carte con maggiore agilità. Il 24 Novembre 1997 l’archivio è stato dichiarato di interesse storico.

genka@villas-in-tuscany.com
+39 39 376 972 15

genka@villas-in-tuscany.com